La magia del terrario
Ecco la storia del mio terrario...
Le misure del terrario, ricavato da un vecchio acquario sono: La Nepenthes singalana...
profondità 25
larghezza 50
altezza 40
Prima fase.. Polistirolo, poliuretano
Ho utilizzato del polistirolo per creare la montagna... e del poliuretano espanso per tenere insieme il polistirolo. Ho inserito dei vasi là dove avrei dovuto mettere le piantine... e lasciato asciugare.
Siccome mi avevano male informata ho anche siliconato il tutto una volta asciugato.. mi avevano detto che il poliuretano non sarebbe rimasto attaccato alle pareti, ma non è vero.
Il risultato era questo: 
Ho poi scoperto che il poliuretano è disponibile in vari colori...
Seconda fase, sistemazione torba e sfagno reidratato e aggiustamento degli spazi per i vasi.. (basta un coltellino affilato e il poliuretano si taglia facilmente...
Quando ho sitemato i vasi ho anche praticato dei fori con un ago da maglia in modo che l'acqua non ristagnasse sotto quando si bagnano le pianticelle.
Fase due:
Terza fase:
Visto l'errore con il poliuretano ho sistemato cortecce per coprire..
Le cortecce mi sono servite anche per dare forma al paesaggio e come sostegno er i vasi.. i vasi infatti sono mobili e posso sempre spostarli quando cresceranno.
Fase quettro:
Sistemazione delle pianticelle e dello sfagno
Ecco come si presentava appena sistemato..
Ho controllato le temperature e l'umidità così ho deciso di acquistare un tappetino da rettili che ho posizionato sotto il terrario.. essendoci l'acqua non ci sono pericoli che si incrini il vetro per il calore.. per la luce ho utilizzato una lampada fitostimolate sopra il coperchio e ho messo i fogli di alluminio dietro e su un fianco.. Sopra la lampada altro foglio di alluminio leggermente piegato per aumentare la luce.
Ecco è tutto
Ho ottenuto una temperatura di 28-30 gradi di giorno e 18-20 la notte.L'umidità circa 80% e tengo la luce accesa per circa 14 ore. forse troppe.. non so..
Le piantine da quando sono state inserite a settembre.. hanno messo nuove foglie e nuovi ascidi.. mi sembra stiano bene. Ed ecco come si presenta oggi:
Per essere la mia prima esperienza, sono contenta, ma ho già un nuovo progetto che realizzerò questa estate... ed eviterò alcuni errori dovuti ad inesperienza.

eccola qui, l'ascidino è ancora pallido... ma presto...



Giorno dopo giorno il terrario assume forme nuove.
Ogni giorno guardo e spio la crescita di questo microambiente, scruto ogni piccolo filo, ogni nuovo inizio...

Quasi invisibile eccola... che sarà mai?
Lo sfagno e la sfagnera

La mia prima sfagnera... è stata talmente tante volte alluvionata, martoriata dalla grandine, gelata questo inverno.. che ormai si merita a pieno titolo il nome di Palude stigia... Assieme allo sfagno è cresciuto di tutto.. non so neppure io come ciano giunte lì le binate le dionaea e le altre piccolissime drosere e lo juncus bulbpsus.. sono lì... e tutto sommato trovo la palude molto carina anche così...

La mia prima sfagnera... è stata talmente tante volte alluvionata, martoriata dalla grandine, gelata questo inverno.. che ormai si merita a pieno titolo il nome di Palude stigia... Assieme allo sfagno è cresciuto di tutto.. non so neppure io come ciano giunte lì le binate le dionaea e le altre piccolissime drosere e lo juncus bulbpsus.. sono lì... e tutto sommato trovo la palude molto carina anche così...

Lo sfagno, che impresa!!!
Fra le tante cose che ho letto circa le piante carnivore ecco che, per la loro cura, è spuntato lo sfagno... Un muschio particolare che mantiene l'umidità alle piante e le aiuta a crescere... un elemento quasi miracoloso!!!

Per questo mi ha subito incuriosita e pignola come sono, quando qualcosa mi interessa, sono andata a leggere tutto quello che ho trovato... Non preoccupatevi, non vi trascriverò tutto, vi lascio i link e potrete dilettarvi nella lettura. Non contenta della lettura ho voluto anche farmi una sfagnera... così, trovate le istruzioni, eccomi all'opera.
Sempre a Brescia mi sono procurata lo sfagno (per essere precisi me lo ha regalato Oliomar , il vivaista da cui mi ero procurata torba e perlite e la mia bellissima dionea Big..) e ho religiosamente seguito le istruzioni.
Tutto bene direte voi!
NO! nulla è andato bene... qui a Bergamo si è scatenato il maltempo continuo ed improvviso. Le cascate del Niagara si sono rovesciate sulle mie carnivore e sulla sfagnera allagandola...
Beh che male c'è, vive sopra le torbiere, direte voi... Già, ma, evidentemente, in condizioni diverse, senza la perlite come base galleggiante, infatti per la violenza dell'acqua si è miseramente mischiata allo sfagno ed è affiorata da sotto.
Eppure avevo fatto tutto secondo le istruzioni: prima di tutto la retina su cui poggia la perlite, quindi il composto 50-50 torba acida e perlite ed infine lo sfagno ... ma la violenza dell'acqua ha sconvolto tutto.
Ebbene ... ho trovato il sistema. Rifatto la sfagnera mettendo la perlite sotto, un bello strato, sotra questo strato ho messo la retina quindi sulla retina il resto... Sistemata la mia sfagnera ecco che, di nuovo, le cascate, facciamo delle Marmore, tanto per cambiare, si sono scaricate nuovamente nella mia vaschetta!!
Questa volta nessun danno! la mia coltura galleggiava egregiamente sopra e l'acqua è rimasta sotto senza fare danni.
Sono davvero molto soddisfatta di questo stratagemma e spero che ora il mio sfagno possa prosperare... devo dire che già si vedono ciuffeti verdi che spuntano, con mia grande gioia.
Perciò se decidete di farvi una bella sfagnera... potete fare così. l'acqua sarà sempre presente, ma non ci saranno straripamenti di perlite in eccesso.

Dopo aver costruito la sfagnera vari acquazzoni la hanno allagata
ripetutamente... ormai la chiamo affettuosamente "Palude Stigia". Ho fatto altre sfagnere, ho seguito intuizioni e sperimentato vari metodi.. per ora ho qualche successo con un metodo semplicissimo: vaschette dei pomidorini dentro un'altra vaschetta con l'acqua distillata.. cresce bene.

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La Drosera

Nome Botanico:Drosera
Famiglia: droseraceae: comprende una grande abbondanza di specie (piu' di 150)...come la Capensis, Adelae, Aliciae ecc. Le loro foglie sono accomunate dall'avere la lamina fogliare ricoperta di peli unicellulari alla cui sommita' sono poste ghiandole che secernono una sostanza appiccicosa. Questa permette la cattura e la digestione delle prede.
Localizzazione: è presente su tutti i continenti, dai poli all'equatore.
Descrizione:
La Drosera è una pianta che mostra diverse forme a rosetta, come erbetta, in foglioline allungate, in rametti con piccole rosette, hanno foglie tenere ricoperte da tentacoli alla cui estremità è posta una "goccia" di colla. Una volta attratti gli insetti li imprigiona al minimo contatto, invischiandoli senza via di scampo. La foglia quindi si arrotola attorno alla preda, imprigionandola e digerendola. Vi sono drosere che provengono da zone molto calde, altre da zone temperate e addrittura da zone tropicali.
Periodo di Fioritura:La drosera fiorisce solitamente da marzo ad ottobre, a seconda della specie e del tipo di coltivazione. Il fiore è sorretto da un gambo molto lungo che termina con fiori dai diversi colori a seconda della pianta, dal bianco al rosa al rosso. Dai fiori si ottengono abbondanti semi quando le piante sono autoimpollinanti, altrimenti occorre provvedere all'impollinazione.
Suddivisione
(prendo la suddivisione dal sito di A.I.P.C)
Gruppo delle drosere a clima caldo: specie tipiche sudafricane o di altre zone del globo a clima con temperature soggette a variazione stagionale ma mai sotto i 10-15'C. Sono spesso specie estremamente robuste e semplici da coltivare, come D. capensis, D. capillaris, D. spatulata ed altre
Gruppo delle drosere del Queensland: tre specie (D. adelae, D. schizandra e D. prolifera) tipiche della zona del Nord Australia dove il clima e' tipicamente umido a temperatura tiepida durante tutto l'anno. Queste drosere, tutte piuttosto impegnative, crescono tutto l'anno senza necessita' di riposo (non tollerano temperature sotto i 15'C), in condizioni di luce abbondante (ma mai sole diretto), in elevata umidita' e in terreno composto di torba e perlite, o con sfagno vivo.
Gruppo delle drosere nane:
particolarissimo gruppo di specie tutte native dei deserti dell'Australia sud occidentale, dove si alternano una stagione fresca e bagnata ad una calda e secca. Queste piante hanno sviluppato la capacita' di resistere alla stagione secca richiudendosi in una sorta di stasi vegetativa; al contrario, durante la stagione fresca si sviluppano velocemente e fioriscono. Si coltivano su diversi mix di sabbia di quarzo e torba in varie proporzioni, in condizioni di pieno sole. Le specie piu' note e semplici da coltivare sono D. pygmaea e D. pulchella.
Gruppo delle drosere tuberose: provenienti piu' o meno dalle stesse aree desertiche dell'Australia sud occidentale delle drosere pigmee, queste drosere hanno sviluppato un metodo differente dalle prime, per resistere alla stagione secca: formano delle specie di tuberi o bulbi sotterannei. Tutte le specie sono molto impegnative e richiedono una stagione umida alternata a una stagione secca, durante la quale il terreno deve essere lasciato asciugare (senza eccedere).
Gruppo delle drosere picciolate:
alcune specie di drosera, provenienti sempre dal continente australiano, chiamate gruppo delle drosere "picciolate" in quanto in queste drosere il picciolo diventa laminare e pare esso stesso una foglia. La foglia vera e propria, in realta', si riduce di dimensione, diventando di forma circolare. Sono piante generalmente impegnative, ma di gran bellezza, come D. falconeri.
La Drosera scorpioides e la Drosera intermedia
La Drosera scorpioides fà parte delle drosere pigmee originarie del sud-ovest dell'Australia, questa zona è caratterizzata da un clima molto simile al nostro con estati secche e caldissime, inverni umidi e freddi.
Una cartteristica delle pigmee è la produzione di gemme dal centro delle loro rosette, questa avviene durante l'autunno.
Le GEMME rappresentano il miglior modo di moltiplicazione di queste piante, infatti basta staccarle e metterle sulla superfice del sub-strato con una leggerissima pressione, acqua, e sole e dopo pochissimo nasceranno le nuove piantine.
La drosera SCORPIOIDES ha la particolarità di svilupparsi verso l'alto producendo fusti da cui si dipartono le foglie catturanti con una tipica piegatura che ricorda per l'appunto la coda di uno scorpione.
Queste drosere hanno bisogno di un vaso profondo dato che le loro radici sono molto lunghe, un substrato torba/perlite in percentuale 50/50 e materiale drenante in superfice, umidità abbondante e specialmente sole quanto più possibile.
Le PIGMEE sopportano inverni rigidi e anche qualche gelata, ma non è obbligatorio fargli fare il periodo di riposo.
Ricordatevi che le PIGMEE prosperano con l'umido non con il bagnato, quindi sottovaso basso.
Notizie tratte dal sito AIPC: http://www.rexplants.20m.com/d_skorpio.htm
Ecco qui la pianta madre dopo l'inverno... la base è seccata, ma le punte sono belle verdi e fresche

Dopo aver fatto le gemme ed essere diventata tutta marrone, una vera bruttura, con Febbraio ho visto la pianticella madre riprendere la sua forma e con grande meraviglia un batuffolo splendeva fra le trappole.
Lo spuntare di un fiore...
Presto vedrò il fiore.
Ora inserisco la primissima fase... ecco qui!
Mi hanno detto che il fiore "profuma" di parmigiano andato a male... spero proprio di no... ma vi terrò informati!!!
Il fiore cresce lentamente...

Passato l'inverno ecco che la D. Scorpioides ha messo i foirellini, si aprono lentamente. Ogni giorno li guardo, ma il progresso è davvero lento...

Giorno dopo giorno la corolla si apre...

Ecco qui i progressi, lenti ma continui del piccolo fiore della Drosera scorpioides

Ed infine ecco il fiore!!




Quasi dimenticavo, non puzza di parmigiano andato a male, almeno non per ora...
La drosera intermedia

Questo e il fiore della DROSE
RA INTERMEDIA che appartiene alla famiglia della DROSERACEAE. Vegeta in ambiente paludoso in tutte le fascie termiche dalle subpolari all'equatore. (vedi mappa di diffusione)
La pianta è formata da una rosetta di foglie, lunghe circa 3 cm, che presentano
un colore che può passare dal verde al rosso, sono costituite da un lungo picciolo senza peli ne colla che termina in una sorta di spatola allungata,provvista nella parte superiore di numerosi peli con relative goccie di colla.
La D.Intermedia è specie presente in natura sul nostro territorio deve subire il periodo di riposo invernale periodo durante il quale la D. intermedia diventa una sorta di gemma compatta (ibernacolo) riuscendo a sopportare temperature anche molto basse.
mappa di diffusione
Come tutte le drosere attira le prede attraverso molecole odorose non sempre da noi umani percepibili, e le invischia nella colla che ha anche la funzione di digerire i componenti alimentari necessari alla pianta.
Le sue prede abituali, data anche le dimensioni degli apparati catturanti, sono i moscerini e tutti gli insetti di misura simile (comprese le zanzare ).
Notizie ricavate dal sito AIPC http://www.aipcnet.it/
Le gemme

La Drosera scorpioides con le gemme. Queste poi vengono naturalmente espulse o... estratte e poste a dimora nel substrato di sabbia di quarzo, torba e perlite

Le drosere si riproducono per seme.. piccolissimi e invisibili semi, altre drosere fanno gemme e dalle gemme nascono le nuove piantine che crescono e formano veri tappetini!!
Ecco le mie gemme dopo poco tempo dalla posa...
Le gemme crescono...
Piccole D. pilchelale nate da gemma

Drosera pulchella con le sue gemme dopo un mese....
Queste due Drosere sono state tenute in serra fredda tutto l'inverno... Nel piccolissimo terrario le gemme si sono riempite di colla e hanno anche fatto i fiorellini!
Ecco qui la Drosera palacea ssp palacea con i suoi fiorellini piccoli e bianchi una vera meraviglia, se poi pensate che la pianticella non ha la circonferenza di un centesimo! Eccoci giunti a fine aprile ed ecco come sono ora le mie piccole D. palacea ssp palacea


Gemme di Nitidula e altre

Particolare di trappola... tutta la piantina è di pochissimi centimetri..


Eccola qui, un centimetro di pianticella già pronta alla cattura!
Piccolissima galleria di foto a un mese di distanza
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| Drosera nitidula ssp omissa | Drosera callistos |
| Drosera pulchella salomon flower | drosera nitidula |
Galleria di foto 5





Galleria foto Drosere 4

Drosera aliciae
Trappola in piena attività















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